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Le vaccinazioni sono estremamente importanti nei furetti. Essi devono
essere vaccinati:
SEMPRE contro il cimurro canino.
La profilassi nel primo anno di vita comprende tre vaccini: il primo a
8 settimane di vita, il secondo a 12 ed il terzo a 16. Dopo il furetto
dovrà essere vaccinato una volta l’anno alla scadenza della
vaccinazione precedente.
Ad un furetto adulto, mai sottoposto a vaccinazione contro il cimurro,
devono essere somministrati, la prima volta, almeno due vaccini a distanza
di 3 / 4 settimane per ottenere un’immunizzazione che duri un anno.
Contro
la rabbia nelle zone endemiche.
Il vaccino va somministrato a 12/13 settimane di età (2 settimane
prima o dopo quello per il cimurro, mai insieme) e quindi annualmente
alla scadenza.
Al momento in Italia, ad eccezione della Sardegna, questo vaccino è
stato sospeso anche per altri animali poiché non si registrano
casi di rabbia da molto tempo. Il vaccino va somministrato se si porta
il furetto in stati o regioni ove è obbligatorio o se si viaggia
con alcune compagnie aeree che lo esigono. In realtà non esiste
una legislazione specifica per il furetto riguardo questa vaccinazione
ma essendo in genere considerato al pari di cani e gatti è consigliato
somministrarla.
Inoltre
nelle zone endemiche va eseguita la profilassi per la filariosi cardiopolmonare
IL
CIMURRO
Il
cimurro è una malattia contagiosa causata da un virus e può
infettare Canidi, Mustelidi, Procionidi ed alcuni gatti esotici ma non
i gatti domestici.
NON ESISTE NESSUNA CURA CONTRO IL CIMURRO, non dobbiamo quindi sottovalutare
l’importanza del vaccino, è l’unica arma che abbiamo
per combatterlo.
Il virus può essere trasmesso al furetto direttamente da un animale
malato o attraverso il contatto con materiale infetto che noi stessi possiamo
portare in casa attraverso le scarpe o i vestiti. Il virus può
restare attivo anche 8 ore dall’esposizione. In altre parole il
furetto può infettarsi semplicemente annusando le nostre scarpe
o la nostra pelle.
L’incubazione dura dai 7 ai 21 giorni. I primi sintomi sono rappresentati
da una leggera congiuntivite, scolo nasale e oculare mucoso o purulento,
inappetenza. Sintomi molto simili a quelli dell’influenza ma in
seguito compare febbre alta, arrossamento e ispessimento della pelle delle
labbra, mento e zona anale, ispessimento e indurimento dei cuscinetti
delle zampe (ipercheratosi). Queste lesioni della pelle sono caratteristiche
del cimurro e permettono una diagnosi certa. La morte è in genere
causata da infezioni batteriche secondarie in seguito all’inibizione
delle risposte immunitarie o da danni al sistema nervoso centrale (cervello).
Alcuni furetti molto giovani possono non presentare tutti i sintomi ma
sviluppare rapidamente danni neurologici o presentare febbre alta, perdita
dell’appetito e colpi apoplettici, in tutti e due i casi la morte
sopraggiunge in pochi giorni.
L’eutanasia viene spesso presa in considerazione.
EFFETTI COLLATERALI DEL VACCINO
In Italia non esistono vaccini specifici per furetti, tra i vaccini più
usati perché già testati troviamo il Nobivac CE, il Caniffa
e l’Enduracell. Tuttavia anche per i vaccini approvati per furetti,
in commercio negli Stati Uniti, non si può affermare che siano
sicuri al 100%.
Alcuni cuccioli possono sviluppare la malattia dopo somministrazione del
vaccino, ciò può essere dovuto al fatto che è stato
usato un vaccino non specifico per furetti o che il piccolo furetto è
venuto in contatto con il virus prima che abbia potuto sviluppare l’immunità.
Esiste anche la rara possibilità di reazioni allergiche al vaccino.
I sintomi compaiono piuttosto rapidamente quindi è consigliabile
rimanere per circa 20 / 30 minuti in zona, per tornare dal medico eventualmente
essi si presentino. I sintomi possono comparire comunque fino a 24 ore
dopo.
Le reazioni allergiche si manifestano in genere con difficoltà
respiratorie ( respiro più rapido e superficiale), vomito, diarrea,
depressione, incoordinazione, collasso, lingua blu, striature di sangue
nel vomito o nella diarrea. In questo caso bisogna riportare immediatamente
il furetto dal medico e il tipo di intervento dipenderà dalla severità
delle reazioni; la maggior parte dei furetti reagisce piuttosto rapidamente
e positivamente al trattamento.
Se il vostro furetto ha avuto già reazioni ai vaccini, avvertite
il veterinario che potrà decidere per una terapia preventiva prima
di somministrare un nuovo vaccino.
La rabbia
La
rabbia, anche detta idrofobia, è una malattia dovuta ad un virus
e precisamente al Rhabdovirus, un virus di forma ogivale.
Questo virus sopravvive solo nei mammiferi (soprattutto volpi in Italia,
procioni, pipistrelli, puzzole mentre scoiattoli, topi e conigli sono
molto più raramente colpiti) e si moltiplica nel muco e nella saliva
di questi. Essa è letale negli animali e può essere contratta
anche dall’uomo, viene trasmessa attraverso il contatto con la saliva
in seguito al morso di un animale infetto.
Il decorso della malattia negli animali può essere diviso in tre
fasi:
- Fase post-morso caratterizzata da febbre alta transitoria, cambiamenti
del comportamento dovuti all’irritabilità e automutilazioni
nella zona del morso.
- Fase furiosa, caratterizzata da aumento della reattività e dell’aggressività
e in cui possono cominciare ad apparire i primi segni neurologici. È
in questa fase che l’animale è più pericoloso in quanto
molto più propenso a mordere di un animale sano; l’animale
selvatico perde la naturale paura dell’uomo.
- Fase paralitica, in cui il virus, ormai risalito lungo i nervi verso
i centri nervosi, inizia a provocare paralisi progressive degli arti e
della laringe, disfagia e quindi bava per la difficoltà a deglutire
e senso di soffocamento o vomito quando cerca di ingerire acqua, da questo
sintomo deriva il caratteristico nome di “idrofobia” della
malattia.
In 3 / 7 giorni dall’inizio di questa fase sopraggiungono coma e
morte.
Non
si conosce molto circa il decorso della rabbia nei furetti, alcuni studi
(Blancou J, Aubert MFA, Artois M: Experimental rabies in the ferret, Rev
Med Vet 1982) riportano solo la presenza di modesti sintomi clinici prima
della morte come ipersonnia e apatia, e in alcuni animali paralisi degli
arti. I furetti malati non si mostravano mordaci e non è stata
rilevata traccia del virus nelle ghiandole salivari degli animali morti.
Lo stesso studio conclude affermando che i furetti sono 50.000 volte meno
suscettibili alla rabbia delle volpi e 300 volte meno delle lepri.
Nell’uomo
la malattia è oggi curabile se la terapia viene iniziata tempestivamente.
Il
mezzo migliore per combatterla è ancora il vaccino sebbene in Italia,
non presentandosi casi di rabbia da molti anni, ne sia stato abolito l’obbligo.
L’immunizzazione però è ancora consigliata nei soggetti
a rischio come i cani da caccia o gli individui che entrano frequentemente
in contatto con animali selvatici.
Filariosi
cardiopolmonare
La
filariosi cardiopolmanare, comunemente chiamata filaria, è una
malattia provocata da un parassita, la Dirofilaria Immitis, proveniente
dalle zone tropicali dell’America e veicolata dalle zanzare ematofaghe
in presenza di adatte condizioni esterne, in particolare la temperatura
esterna superiore ai 14°C.
Può colpire il cane, il gatto domestico, i canidi, i felini selvatici
,il furetto e i mustelidi in generale. L’uomo, come altri mammiferi,
può fungere da ospite accidentale.
Le filarie femmine producono delle microfilarie che rimangono nel circolo
sanguigno fin quando sono aspirate dalle zanzare. Nel corpo della zanzara,
in circa due settimane raggiungono la forma infestante e allorchè
la zanzara punge può iniettare anche le larve. Le larve si installano
nel sangue del nuovo ospite, raggiungono la forma adulta in circa tre
mesi e tendono ad installarsi nel cuore destro provocando gravi cardiopatie.
Nel furetto, per le ridotte dimensioni del cuore, anche un solo parassita
può provocare la morte.
I sintomi comprendono letargia, difficoltà respiratorie, tosse,
accumulo di liquido nell’addome. La morte spesso è improvvisa.
La diagnosi può essere certa solo con un esame di sangue specifico
(test ELISA o Test di Knott).
Anche per questa malattia l’unica cura è preventiva e si
somministra generalmente nelle zone endemiche, per sapere se la propria
zona rientra tra queste si possono chiedere informazioni alla ASL di zona.
Va comunque ricordato che la Dirofilaria Immitis si sta rapidamente diffondendo
nelle zone subtropicali e temperate e vari casi sono stati segnalati in
Nord Europa in seguito ad importazioni di animali o a viaggi eseguiti
nelle zone endemiche.
La profilassi va indicativamente iniziata un mese dopo la comparsa delle
prime zanzare, aprile/maggio, e sospesa un mese dopo la loro scomparsa,
circa novembre. Il farmaco usato è generalmente l’Invermectina,
adeguatamente dosato e somministrato dal veterinario ogni mese, oppure
il Cardotek 30 FX 165 per gatti, in compresse che possono essere somministrate
a casa, avendo cura di assicurarsi che il furetto ingerisca tutta la dose
prescritta dal veterinario ovvero circa la metà della compressa.
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