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PATOLOGIE DELL’APPARATO GASTROINTESTINALE

Il furetto possiede un apparato digerente piuttosto semplice (stomaco semplice, intestino tenue, intestino crasso, retto) attraverso il quale il cibo passa a velocità piuttosto elevata (3-4 ore). A differenza dei piccoli erbivori, quindi, il furetto non si affida a fenomeni fermentativi per digerire la cellulosa ed è del tutto impreparato ad assimilare fibre e carboidrati; il suo tipo di digestione essenzialmente enzimatica lo rende invece adatto ad assimilare proteine e lipidi.
Un transito così veloce porta facilmente l’animale ad eliminare feci più liquide del normale, quindi la diarrea è un’evenienza frequente nel furetto. Si tratta di un sintomo SEMPRE allarmante, perché un animale così piccolo si disidrata rapidamente, soprattutto se insieme alla diarrea sopraggiunge anche vomito e/o inappetenza. Le cause di diarrea sono molteplici e vanno da banali enteriti da squilibri microbici a gravi enteropatie croniche (complesso delle “wasting diseases”) fino ad emergenze chirurgiche. Il furetto presentato per diarrea deve prima di tutto essere visitato completamente per capire se la diarrea è un sintomo isolato oppure se fa parte di un quadro più complesso. E’ importante raccogliere ( o fornire al dottore) una anamnesi il più completa possibile, particolarmente riguardo alla dieta e alla storia vaccinale. Il primo passo nell’approfondimento di un caso di diarrea è un accurato esame delle feci alla ricerca di parassiti, soprattutto di coccidi: questi sono frequenti soprattutto nei cuccioli ma non possono essere esclusi a priori in soggetti adulti se vengono portati fuori e sono a contatto con altri furetti o altri animali o terreno frequentato da altri animali. Piuttosto rari gli elminti (“vermi”) intestinali, ma possibili se il furetto convive con cani e gatti o ne frequenta lo stesso ambiente. La positività all’esame parassitologico non conclude comunque la visita, dato che il furetto presenta una particolarità interessante spesso fonte di errori fatali. Una nozione da ricordare sempre, infatti, è che il furetto con ostruzione intestinale da corpo estraneo (evenienza frequentissima soprattutto, ma non solo, nei giovani) NON NECESSARIAMENTE VOMITA come invece ci è stato insegnato a proposito dei cani e dei gatti. Se nella clinica del cane e del gatto la radiografia dell’addome è obbligatoria in tutti i casi di vomito e diarrea associata a sensibilità addominale, nel furetto essa è indicata in tutti i casi di alterata motilità intestinale acuta o subacuta, accompagnata o no da vomito, nausea (segnalata da scialorrea e dal gesto di toccarsi il musino con le zampe “come se avesse qualcosa in bocca”) e inappetenza. Altrettanto consigliabile è un’accurata palpazione dell’addome con l’animale sedato, in modo da avere i muscoli rilassati e poter esaminare centimetro per centimetro il tratto digerente. Questi due esami sono di solito sufficienti a confermare o escludere la presenza di un corpo estraneo (palla di pelo nello stomaco, tappini di gomma, noccioli di ciliegia, gommapiuma, spugna, pezzetti di spago….) come causa primaria di un’enteropatia; solo dopo si prendono in esame le altre cause possibili. Procedere altrimenti rischia di lasciare indiagnosticato un corpo estraneo, magari non completamente ostruttivo, con gravissimi rischi per l’animale.
La diagnosi di corpo estraneo ovviamente sfocia in un intervento chirurgico urgente (di solito entro le 24 ore dalla diagnosi, il tempo di reidratare e stabilizzare l’animale) che ha tanto miglior prognosi quanto più precoce è stata la diagnosi. La filosofia dell’aspettare di vedere cosa succede è sempre pericolosa con i furetti!
Se il radiogramma e l’esame parassitologico sono negativi, la diagnosi di sospetto è quella di enterite aspecifica che viene trattata di solito con copertura antibiotica (utile il metronidazolo o i sulfamidici) più fluidoterapia di sostegno soprattutto se il soggetto è disappetente.
Se il sospetto diagnostico era corretto, la terapia dovrebbe riportare alla normalità la situazione in pochi giorni.
In caso di persistenza dei sintomi, o di recidiva al termine della terapia, vanno invece prese in considerazione altre cause più gravi di diarrea. I furetti sono soggetti a una serie di enteropatie croniche complessivamente dette “wasting diseases” perché determinano nel tempo una severa defecazione dell’animale colpito. Non sempre è facile diagnosticare correttamente la patologia precisa anche perché due o più malattie possono essere presenti nello stesso soggetto contemporaneamente o successivamente.
La più comune fra le wasting diseases è la gastrite da Helicobacter mustelae, un batterio colonizzatore dello stomaco strettamente affine all’Helicobacter pilori implicato nell’ulcera gastrica dell’uomo. E’ abbastanza frequente che il batterio dallo stomaco colonizzi anche il duodeno (primo segmento dell’intestino) determinando così una gastroenterite. L’Helicobacter è diffuso nella popolazione dei furetti, ma hanno maggiori probabilità di essere clinicamente manifesti i soggetti sottoposti a stress quali rapida crescita (i giovani, quindi), alimentazione inadeguata o malattie concomitanti. I furetti con ulcere da helicobacter sono letargici e anoressici, e perdono peso rapidamente. La zona perineale è spesso sporca di materiale fecale nerastro che non è altro che sangue (sgorgato dalle ulcere) parzialmente digerito. Gli animali appaiono disidratati e spesso anche anemici.
Una patologia meno frequente è l’ileite proliferativi che in diverse forme si presenta in varie specie, fa cui il criceto e altri roditori. La causa precisa è ancora incerta, anche se è comune riscontrare nei soggetti malati la presenza di batteri del gen. Campylobacter. L’ileite proliferativi causa una diarrea cronica che può variare da liquida scura spesso striata di sangue vivo a spessa e mucosa spesso con muco verde brillante. Di solito è una malattia dei furetti giovani, entro l’anno di età. Abbastanza frequentemente i furetti affetti presentano prolasso rettale cronico o ricorrente e si lamentano quando defecano. La zona perineale è sporca di diarrea e nei maschi l’area prepuziale è bagnata perché l’urina gocciola quando loro si sforzano per defecare. Il furetto appare emaciato (la malattia progredisce velocemente e un animale può perdere metà del suo peso in 15-20 gg) e alla palpazione è possibile apprezzare tratti dell’intestino ispessiti e linfonodi addominali ingrossati (attenzione a non confonderli con corpi estranei!!!) Questi furetti sono gravemente disidratati e possono essere ipoalbuminemici.
La wasting disease percentualmente più rara è la gastroenterite eosinofilica, che è una forma su base allergica caratterizzata dall’infiltrazione da parte di eosinofili di mucosa, sottomucosa e muscolare di stomaco e piccolo intestino. Colpisce di solito animali adulti e si presenta come diarrea cronica con o senza sangue in animali variamente defecati e disidratati. Vomito e anoressia possono essere presenti. Una caratteristica costante della EG nel furetto a differenza di analoghe forme nell’uomo e nel cane) è l’eosinofilia periferica (10-35% contro un normale 3-5%), per cui un semplice emocromo è utile per la diagnosi differenziale.
Una causa particolarmente insidiosa di perdita di peso con o senza diarrea è il linfoma, purtroppo frequente in questa specie. I furetti affetti da linfoma non sempre hanno leucocitosi (aumento dei globuli bianchi), per cui in molti casi una biopsia linfonodale è necessaria per giungere a questa diagnosi; viceversa l’ileite proliferativi può indurre una leucocitosi con deviazione a sinistra. Purtroppo l’ipotesi linfoma è sempre da tener presente in caso di patologie croniche inspiegabili in questa specie.
Una patologia che in tempi recenti è stata “di moda” soprattutto fra gli internauti è la cosiddetta ECE o “green slime disease”: in realtà con questo nome è stato indicato un complesso di malattie, fra cui le precedenti, soprattutto la ileite proliferativi, più una forma virale piuttosto rara nei furetti da compagnia ma presente negli allevamenti e nei posti dove si mescolano furetti di diverse provenienze (negozi, grossisti, rifugi zoofili). Si tratta di un coronavirus particolarmente aggressivo: i soggetti affetti sono letargici, anoressici e presentano una profusa diarrea verde, ma se sottoposti a una terapia intensiva possono sopravvivere; tuttavia è possibile che i danni patiti a livello della mucosa intestinale (atrofia dei villi) esitino in diarree croniche o in facilità a sviluppare diarrea successivamente, non diversamente da quanto si osserva nei cani che sopravvivono a gravi parvovirosi.
Altre cause virali di diarrea che occasionalmente si riscontrano nella pratica clinica sono: rotavirus, che può causare elevata mortalità negli allevamenti (cuccioli sotto le sei settimane di età), paramyxovirus, ossia il cimurro che nelle fasi iniziali può manifestarsi come una gastroenterite, e orthomyxovirus, ossia l’influenza che a volte è allarmantemente simile al cimurro come sintomatologia ma per fortuna di prognosi molto più benigna.
Concludendo torno quindi a raccomandare di non sottovalutare mai i sintomi presentati dal vostro furetto perché in animali così piccoli anche pochi giorni di malattia possono essere molto debilitanti rendendo vano poi ogni tentativo terapeutico.

Alessandro Melillo
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