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Cosa
è l’iperadrenocorticismo del furetto?
L’iperadrenocorticismo del furetto è una condizione morbosa
che interessa i furetti sterilizzati. È caratterizzata da un ingrossamento
delle ghiandole surrenali che determina una esagerata produzione di ormoni
sessuali. L’aumento di volume delle ghiandole è quasi sempre
una iperplasia del tessuto, cioè il tessuto della ghiandola è
sano, non è tumorale, ma è aumentata la produzione di ormoni
in conseguenza dell’aumento del numero di cellule. Con il passare
del tempo però può formarsi un adenoma. L’adenoma
è un tumore benigno che non da metastasi. L’adenoma però
se trascurato, ahimé, potrà diventare un adenocarcinoma
(tumore maligno).
Le surrenali sono due ghiandole che si trovano in cavità addominale
vicino ai reni. Producono un gran numero di ormoni ognuno fondamentale
per il normale funzionamento dell’organismo.
L’iperadrenocorticismo interessa in percentuale uguale i maschi
e le femmine.
L’iperadrenocorticismo del furetto è una malattia
simile a quello del cane?
Assolutamente No!
L’iperadrenocortismo del cane (chiamato anche Morbo di Cushing)
è anche esso da un disturbo endocrino che coinvolge le ghiandole
surrenali ma è caratterizzato da un aumento esagerato di un altro
ormone: il cortisolo.
Anche se alcuni sintomi sembrano in comune nelle due malattie, le cause
sono diverse e quindi anche le terapie saranno diverse.
A
quale età cominciano a comparire i sintomi?
Non c’è un momento preciso. La maggior parte dei soggetti
comincia a presentare i sintomi verso i tre-quattro anni di età.
E’ vero che sono stati riportati casi di furetti malati già
a meno di un anno di età ma sono casi estremamente rari ed improbabili.
Come
faccio a capire se il mio furetto è malato?
I segni clinici della malattia si presentano molto lentamente. I sintomi
più frequenti sono caratterizzati da una mancanza di pelo sul corpo.
La caduta del pelo può cominciare dalla coda. Pian piano l’alopecia
comincia ad estendersi in maniera simmetrica ai fianchi, alla groppa e
nei casi più trascurati può interessare anche la testa.
Quando la furetta si ammala il sintomo più evidente è l’ingrossamento
della vulva che assume l’aspetto tipico di quando le furettine sono
in calore.
Nel maschio i furetti malati possono avere un ingrossamento prostatico
che alcune volte arriva al punto di premere sull’uretra determinando
notevoli difficoltà a fare la pipì.
Un altro sintomo sempre presente è il prurito generalizzato a tutto
il corpo.
Nei casi gravi il furetto può arrivare a dimagrire e diventando
anche anemico.
Quali
furetti sono più predisposti a questa malattia?
È ormai dimostrato che i furetti predisposti a questa malattia
sono quelli che sono stati sterilizzati troppo presto. Più tempo
si aspetta a sterilizzare il furetto tanto minore è la probabilità
che possa dopo qualche anno comparire l’iperadrenocorticismo.
Non si può dire però che furetti sterilizzati in Italia
siano con certezza esenti dal pericolo di questa malattia. Ci sono casi
di furetti nati in Italia e sterilizzati in età avanzata che si
ammalano comunque di Iperadrenocorticismo. Certo le probabilità
che questo accada sono molto minori
È
vero che furetti provenienti da alcuni allevamenti sono più predisposti
di quelli italiani?
Le ricerche più recenti non sembrano dimostrare che ci sia una
componente genetica nella predisposizione a questa malattia. Da ciò
ne deriva che non è vero che alcuni furetti sono geneticamente
predisposti alla comparsa dell’iperadrenocorticismo.
Però è vero che molti furetti che si trovano in commercio
provengono da allevamenti che al fine di rendere più “commerciabile”
il loro prodotto, sterilizza i furetti in età estremamente precoce
(4-6 settimane). Questa pratica aumenta le probabilità che dopo
qualche anno compaia l’iperadrenocorticismo.
Come
si fa la diagnosi?
Esistono diversi metodi per fare una diagnosi.
I sintomi cutanei e l’età dell’animale superiore ai
tre anni ci indirizzano subito verso una malattia endocrina.
Non esiste un unico metodo. L’ecografia è il mezzo più
utilizzato per fare la diagnosi di iperadrenocorticismo. Con l’ecografia
si possono ottenere molte informazioni utili per gestire correttamente
il caso. Innanzitutto riusciamo a misurare la ghiandola determinando chiaramente
se le sue dimensioni sono aumentate, quanto sono aumentate e che aspetto
ecografico ha. Inoltre riusciamo a capire se entrambe le ghiandole sono
aumentate di volume; questo è molto importante ai fini della terapia.
Non meno importante è il poter capire se sono coinvolti altri organi
o vasi limitrofi.
Un altro metodo è un’analisi del sangue con la quale si valutano
i valori di alcuni ormoni.
Entrambi i metodi hanno dei limiti e se si hanno dei dubbi è consigliabile
eseguirli entrambi.
Quale
è la terapia?
La terapia migliore è l’intervento di asportazione della
ghiandola surrenale aumentata di volume. Questo può essere un intervento
molto delicato data la stretta vicinanza con i grossi vasi dell’addome,
però è sicuramente la terapia che risolve definitivamente
il problema.
Esiste un’altra terapia che consiste in una iniezione fatta una
volta al mese ma, anche se determina un rapido miglioramento dei sintomi,
non impedisce il lento progressivo cambiamento del tessuto iperplastico
della ghiandola in tessuto tumorale.
Questa terapia va utilizzata solo in rari casi:
· quando il furetto ha altre gravi malattie che non gli consentono
di sopportare l’intervento;
· per prepararlo all’intervento chirurgico migliorando le
sue condizioni generali;
· quando la malattia è nella sua fase iniziale e pur essendo
presenti i sintomi a volte è possibile che ecograficamente non
sia evidenziabile quale delle due ghiandole è quella malata;
È importante sapere che una malattia come l’iperadrenocorticismo
non mette il furetto in pericolo di vita immediato. Quindi è importante
portare il furetto dal veterinario e con lui (o lei), una volta fatta
la diagnosi, lavorare per mettere il furetto nelle migliori condizioni
per affrontare l’intervento. È importante muoversi ai primi
sintomi di malattia ma non si tratta di un intervento che va affrontato
in urgenza. Il passaggio dalla forma iperplastica a quella tumorale è
un processo lungo che richiede dei mesi. Ovviamente non aspetteremo dei
mesi per intervenire ma è molto più importante attendere
qualche settimana, mettendo il furetto in condizioni ideali e quindi portarlo
in sala operatoria.
Attenti
a non esagerare con il panico!
Per capire se siamo di fronte ad un caso di iperadrenocorticismo serve
la consulenza di un veterinario specializzato. Molti dei sintomi descritti
in queste pagine possono essere presenti anche in animali perfettamente
sani. Ad esempio la perdita del pelo sulla coda o in alcune parti del
corpo sono frequenti in certi momenti dell’anno. In modo particolare
alla fine dell’estate i furetti possono presentare un ritardo nel
completamento della muta presentando un pelo più rado, questa è
una condizione che torna alla normalità nel giro di poche settimane.
Altre malattie che possono dare la mancanza del pelo sono ad esempio le
micosi, oppure alcune parassitosi.
Se avete dei dubbi non arrivate da soli a delle conclusioni ma fate visitare
il vostro furetto da un veterinario specializzato. Il vostro furetto potrebbe
non essere affetto da alcuna malattia, oppure da qualche altro disturbo
che non è l’iperadrenocorticismo ma qualcosa che richiede
un intervento ben più rapido.
Come
faccio a prevenire questa malattia?
Pur essendoci ancora tante cose da capire di questa malattia è
chiaro ormai che l’unico metodo per diminuire le probabilità
della sua comparsa è posticipare la sterilizzazione in entrambi
i sessi, attendendo almeno il raggiungimento della maturità sessuale,
e possibilmente ancora di più.
Molti veterinari in tutto il mondo sono impegnati nella ricerca di metodi
di prevenzione di questa malattia, soprattutto per aiutare quei furetti
ormai già sterilizzati. Purtroppo nulla è ancora scientificamente
dimostrato e per il momento l’unico metodo per limitare le probabilità
di comparsa della malattia rimane il posticipare la sterilizzazione.
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