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Ricordando Sean

Sono le cinque di mattina e Roma e veramente una cosa eccezionale...
i colori notturni sul Lungotevere sono degni del miglior sogno holliwoodyano e fanno da cornice al mio solito ritorno a casa.
E' la migliore faccia di Roma, quella più intrigante ed affascinante............ quella che i turisti cercano quando vengono quì ma che non sanno mai trovare.
Chiudo il pub e vado verso casa (15 km) .............un tragitto non molto lungo ma bastante per poter intuire cosa ammalia della città eterna e tutto con l'eco delle ultime note che hanno caratterizzato questa serata, il grande "Trane" ancora mi gira in testa come se, benchè ormai dei "più", fosse partecipe della mia fascinazione.
Il Tevere è un piano da biliardo che scorre placidamente sotto i ponti di questa città così strana........i gabbiani sembrano non dormire mai e sono felice dell'insonnia che li distingue............. costantemente............sembra accompagnare la mia.
Le automobili, rare, sono le uniche mostruosità tecnologiche che divorano aria, strade e tempo e, per pochissimo , sembra che la storia che mi circonda abbia la possibilità di riconquistare se stessa, di ritrovare il suo spazio.......ciò che gli appartiene …………………… e dovuto !!
Traccheggio crogiolandomi nell'orgoglio di appartenere ,in un modo o nell'altro, a questa storia sospesa............a questo tempo ignoto.
Ma è ingiusto annoiarvi con i voli pindarici che quello che mi circonda inevitabilmente innesca.........anche se è difficile non parlarne.
Parcheggio sotto casa il mio potente mezzo 50cc che sembra tirare un sospiro di sollievo per avere comunque ottemperato alla sua funzione quotidiana..........non è il solo a tirare un sospiro di sollievo..........ci sono !!
Ancora trasognato apro il portone del palazzo, prendo l'ascensore e salgo all'ultimo piano, mi arrampico sull'ultima ulteriore rampa di scale e finalmente, come un beduino che vede l'oasi nel deserto tanto agognata, nonostante tutto la stanchezza è tanta, arriva la porta di casa.
Giro la chiave nella toppa e quello che ho davanti è l'ultimo, solo in senso temporale, regalo della giornata: i miei due animaloni hanno sentito l'ascensore e quindi sanno che sto per aprire la porta.
Ed eccoli lì che mi accolgono con sbadigli a mascelle slogate, mi vien di pensare che solo un cobra potrebbe tanto, e con una innocentissima aria che sembra affermare "passavamo di quà e per caso abbiamo sentito un pò di rumore che ci ha incuriosito e quindi era inevitabile appurarne la provenienza......" mi caracollano addosso dimostrando la loro felicità: ognuno a suo modo.
Sean (il maschio) testimonia il suo affetto annusando lungamente le scarpe e dopo aver stabilito che tutto è al suo posto, testimonia la sua contentezza parcheggiando il muso sulle stesse.
Maeve (la femmina) proprio perchè tale, sembra avere intezione di snobbarmi a tutti i costi; ma io sò che non è così !!!
Lei ha bisogno di un rapporto più intimo, più fisico.
Lo sò, e con Sean che mi blocca i piedi, la prendo e la stropiccio un pò......la metto nella mia maglietta a contatto con la mia pelle e lei comincia a ronfare come un gatto..............estasiata !!!!
Passiamo un pò di tempo a godere del reciproco contatto, tutti e tre incastrati in quest'ode alla reciproca animalità.
Dopo un lasso indeterminato di tempo che nessuno è in grado di calcolare ci sciogliamo da questo vincolo così atavico e ognuno dimostra le proprie esigenze con determinazione.
Per Sean è il bisogno di sapere che siamo tutti in casa, un bisogno di calda sicurezza.
Per Maeve, dopo le debite coccole, è bisogno di cibo.
Per me è ormai arrivata l'ora di stendermi dentro il letto.......ma ci sono ancora altri riti da rispettare.
Prendo il vaso di vetro con il loro cibo.........prendo la ciotola da dentro la gabbia.........pulisco loro la sabbietta..........gli dò da mangiare e mentre si applica la gerarchia della quale solo loro sono coscienti, Sean mangia per primo e Maeve lo guarda e nel frattempo lo puliscie, gli cambio l'acqua e li guardo per un pò....carezzandoli.
Alla fine i due si incastrano, arrotolandosi, ricordando il "tau" come se questo fosse un'ulteriore messaggio di pace.
Mentre li guardo sistemarsi per la notte Maeve mi lancia un'ultima sonnecchiante occhiata come a sincerarsi che ci sia, che sia incontrvertibile il fatto che sono arrivato a casa.
Dormono.
Dormiranno tutta la mattina e si sveglieranno insieme a me nel primo pomeriggio facendo sussultare la casa con i loro gorgoglii e chiacchiericci per essere affrancati dalla gabbia che ha protetto il loro sonno……………………………………….. ed il mio !!!!!!!!!!!

E' finita un'altra giornata.

LLMI
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